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Affitto Cannigione

La Costa Smeralda

Costa Smeralda

 

La regione turistica, compresa nel territorio comunale di Arzachena (Olbia – Tempio), si estende su un tratto di costa di circa venti chilometri. La costa è caratterizzata dalla presenza di numerose insenature, piccole spiagge (alcune visionabili al seguente link), e poco distante da numerose isole fra cui l’arcipelago di La Maddalena (alcune visionabili al seguente link) facilmente visitabili anche da Cannigione, e altre isole come Cappuccini, Bisce, Li Nibani, Mortorio, Le Camere e Soffi. Il territorio era prevalentemente disabitato fino a tutta la prima metà del XX secolo fino alla nascita, nel 1962, del “Consorzio Costa Smeralda” per mano del principe Karim Aga Khan, musulmano-ismaelita di cittadinanza britannica. Ben presto questo divenne un luogo di elezione del jet set internazionale, con locali come il Billionaire / Sotto Vento / Ritual Club / Smaila’s / Country Club Portorotondo / o il più attuale Phi Beach, e ripreso da film come Vacanze sulla Costa Smeralda (del 1978), Vita Smeralda (del 2005), girato in gran parte in Sardegna anche Piccolo grande amore (1993).

Il cuore della Costa Smeralda è Porto Cervo dove si trovano anche tutti i servizi e altre numerose zone commerciali più prestigiose e residenziali come Romazzino, Capriccioli, Cala di Volpe, Golfo Pevero, Pantogia e Liscia di Vacca. Tra Porto Cervo e Cala di Volpe anche se al di fuori del Consorzio Costa Smeralda, si è sviluppata la zona commerciale e abitativa di Abbiadori. Pur non essendo formalmente in Costa Smeralda, Poltu Quatu, Baja Sardinia, Cannigione e Porto Rotondo vengono ad essa talvolta associati per la prossimità e per una poco dissimile tipologia di offerta turistica.

Simbolo storico di Porto Cervo, è la chiesa Stella Maris , realizzata negli anni sessanta dall’architetto Michele Busiri Vici con uno stile che si adatta perfettamente all’architettura circostante. La chiesa di Stella Maris (foto visionabile al seguente link) si trova in una posizione favorevole con una vista panoramica che abbraccia l’intera insenatura del porto da un lato e Monte Moro dall’altro.

Nelle acque della Costa Smeralda il centro internazionale di ricerca Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI) con sede a Golfo Aranci svolge le sue attività di ricerca applicata, conservazione ed educazione ambientale sui delfini tursiopi. La zona è servita, anche ai fini del notevole transito turistico, dal vicino aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, a cui dà nome. Nel 2012 il controllo del Consorzio Costa Smeralda passa dalla società presieduta da Tom Barrack all’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani il quale gestisce il fondo sovrano del Qatar, per la cifra di 750 milioni di euro. Nello stesso anno e periodo, nasce anche un nuovo consorzio del charter nautico.

ECCOVI UNA MAPPA CHE VISUALIZZA LA Costa Smeralda:

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Costa Smeralda

Nasce la Costa Smeralda… 14 giugno 1959:

Il 14 giugno 1959, ormai più di 60 anni fa, venivano venduti i terreni che costituirono il primo nucleo fondante dell’attuale Costa Smeralda. Come racconta la pagina Facebook “Consorzio Costa Smeralda”, l’atto notarile della vendita dei 145 ettari della Baia di Porto Cervo segnò l’inizio ufficiale dell’avventura turistica della Gallura.

Ecco il racconto integrale della pagina Facebook Consorzio Costa Smeralda:
📕 60 anni fa a oggi furono venduti i terreni di Porto Cervo.

C’è una data che segna la storia della nascita della Costa Smeralda: è il 14 giugno 1959. Esattamente 60 anni a oggi, nello stazzo di Antonia Orecchioni a Liscia di Vacca, venne infatti sottoscritto l’atto notarile che segnò il passaggio di mano dei terreni dell’intera baia di Porto Cervo, 145 ettari su cui non c’era nessuna costruzione, né mai ce n’era stata, e in cui pascolavano solo capre e mucche.

Davanti al notaio Mario Altea di Tempio, a vendere furono alcuni rami della famiglia Orecchioni, che ne avevano il possesso dalla metà del Settecento, e a comprare fu Giuseppe Mentasti, noto Kerry, classe 1908, milanese, proprietario dell’Acqua San Pellegrino, della leggendaria barca “Croce del Sud” e della squadra ciclistica San Pellegrino che stava lavorando, proprio in quel periodo, al colpo del secolo: Bartali direttore sportivo e Fausto Coppi capitano; il destino crudele volle diversamente per il Campionissimo.

Fu quella la prima colossale vendita della storia, l’inizio della grande rivoluzione di nome Costa Smeralda. Mai prima di allora, in quella terra che si chiamava Monti di Mola, erano stati venduti, in un colpo solo, centinaia di ettari. Mai prima li aveva acquisiti uno che non fosse un agricoltore, un allevatore, un gallurese.

Nulla accadde per caso, nulla fu lasciato al caso. Mentasti era un grande navigatore e, dalla metà degli anni Cinquanta, la sua “Croce del Sud” costeggiava la Gallura nel periodo estivo. Nel 1954 comprò l’isola di Mortorio. Anni dopo, come raccontò in seguito, scoprì Porto Cervo. “Un giorno il mare non accennava a calmarsi e allora con un amico decidemmo di lasciare la barca e di andare a fare un giro in jeep – spiegò l’industriale per i 25 anni della Costa Smeralda –. Dall’alto di una collina vidi una baia ben delineata nei suoi confini, un piccolo golfo. Era Porto Cervo. Capimmo perché non l’avevamo visto prima: le grandi secche sulla sinistra e sulla destra consigliavano di tenersi al largo e la montagna che era sul fondo, così da lontano, pareva un tutt’uno con la costa”.

Quando entrò nella baia con la barca, se ne innamorò. Cominciò a trattare quelle terre con gli Orecchioni, fino a quando non li convinse a venderle tutte. Quel giorno di 60 anni fa ebbero così un nuovo padrone i terreni su cui ora sorge il cuore di Porto Cervo, la Piazzetta, il molo vecchio, la chiesa di Stella Maris, il “quartiere” di Sa Conca, il porto nuovo, lo Yacht Club. Nell’atto notarile quegli appezzamenti avevano nomi galluresi: l’Avru, l’Isula Longa, l’Isula Tunda. Non è mai citato il nome Porto Cervo; semplicemente nessuno, nonostante il nome fosse attestato sulle carte fin dal Duecento, lo chiamava così. Per tutti, era “lu poltu mannu”, il grande porto.

Passeranno quattro anni da quel 14 giugno 1959 prima che Mentasti prenda, a sua volta, una decisione fondamentale per la Costa Smeralda: quella di vendere all’Aga Khan. Era la primavera del 1963 e il Principe, guardando dall’alto quei terreni che gli Orecchioni avevano sempre lavorato con fatica e dignità, disse che lì, in poco tempo, sarebbe nato un vero porto, un centro bellissimo, una piazzetta meravigliosa. Lo presero per un sognatore. Il 14 agosto 1964 – cinque anni dopo l’atto tra gli Orecchioni e Mentasti – Porto Cervo aprì le sue porte agli ospiti di mezzo mondo. Quel sogno, che sembrava impossibile da realizzare, era diventata realtà. Quel sogno continua a vivere. Buon anniversario, Porto Cervo. E grazie a chi ti ha sempre amato, da Monti Mola alla Costa Smeralda.

(archivio Guido Piga)

La Costa Smeralda oggi: La zona è servita, anche ai fini del notevole transito turistico, dal vicino aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, a cui dà nome. Nel 2012 il controllo del Consorzio Costa Smeralda passa dalla società presieduta da Tom Barrack all’emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al Thani il quale gestisce il fondo sovrano del Qatar, per la cifra di 750 milioni di euro.

I compratori del Qatar Il fondo sovrano Qatar Holding, che fa capo all’emiro Hamad bin Kalifa al Thani, è un colosso che si sta espandendo in Europa negli ultimi anni nel settore turistico, alberghiero e dell’intrattenimento. Nel mondo è noto soprattutto per aver fondato negli anni novanta l’emittente televisiva Al Jazeera. L’operazione di maggiori dimensioni in Italia è stata invece, fino ad oggi, l’acquisto dell’Hotel Gallia di Milano. In Costa Smeralda il fondo arabo è invece presente da tempo con una minoranza nella holding controllata da Colony Capital. Del resto, Qatar Holding e Tom Barrack sono partner in diversi progetti in tutto il mondo che includono i Fairmont Raffles Hotel e la Miramax films. Inoltre Colony Capital ha recentemente venduto al Qatar anche la squadra di calcio francese Paris Saint Germain. Ora l’obiettivo sarà il rilancio e la ulteriore valorizzazione della Costa Smeralda Holding tramite nuovi investimenti: un traguardo che, in passato, non era totalmente riuscito all’Agha Khan che aveva poi dovuto lasciare la presa sull’area. Secondo indiscrezioni, la squadra che ha affiancato Barrack nei suoi nove anni di gestione rimarrà invariata: cioè Franco Carraro presidente, amministratore delegato Mariano Pasqualone, Stefano Morri, General Counsel, Renzo Persico presidente del consorzio Costa Smeralda, Bruno Daddi, Tonino Fadda e Laurel Barrack. Inoltre, la gestione alberghiera targata Starwood e guidata da Franco Mulas scadrà soltanto nel 2023.

(di Carlo Festa)

La costa Smeralda giugno 1959 e oggi